Lettera di un Parroco ai candidati nelle liste per le elezioni Amministrative di Viadana.

Carissimi concittadini,
siamo ormai all’ultimo miglio per la scadenza elettorale che dovrà rinnovare il “go- verno” del nostro esteso Comune e in quanto responsabile spirituale delle due più grandi frazioni di Viadana ho ritenuto opportuno scrivere qualcosa per augurarvi buon lavoro e per indicarvi ciò che a mio avviso è più necessario per la nostra comunità civile. Nel farlo ho cercato di farmi carico di desideri, aspettative e speranze dei credenti della Comunità che coordino.

Non sono mosso da alcuna preferenza politica. Ormai è sepolta la stagione del “partito dei cattolici”: noto infatti con piacere che in tutte le liste presentate ci sono molti dei nostri parrocchiani più operosi: è un segno chiaro che i credenti non si accontentano di “chiedere a Dio” protezione e aiuto, ma si mettono anche in prima linea per costruire insieme ciò che la sua Grazia vuole elargire e generare una umanità sempre più nuova.

Un colpo di Grazia

Il canyon di crisi economica che stavamo attraversando fino a quest’inverno aveva portato con sé dei pro- fondi solchi di disagio sociale, lavorativo, e valoriale. Ne era risultato un clima di sfiducia generale, di disaffe- zione nei confronti del presente e del futuro, di allontanamento da ogni tipo di “investimento”, di scom- messa, di sfida, di intraprendenza… portando riflessi negativi perfino sul già martoriato indice di natalità…

Nella storia di un popolo ci sono sempre stati momenti di esaltazione nazionale ed altri di ricostruzione faticosa e lenta, soprattutto in conseguenza di un disastro bellico, alluvionale, tellurico, epidemiologico (pe- ste, colera…). Il contesto del fondo toccato però non suscitava ormai più lo spirito di rivalsa, l’istinto di so- pravvivenza, il desiderio di costruire un avvenire migliore da offrire ai propri figli.

Poi è arrivata l’infezione da Co-Vid-19… e abbiamo conosciuto un altro mondo… un abisso ben più profondo. La sofferenza fisica, spirituale, affettiva, sociale, economica, lavorativa ci ha fatto sperimentale limitazioni e dolori che mai pensavamo di dover toccare. Quanta fatica, quante necessità, quante rinunce…

Eppure, in mezzo a un tale stravolgimento delle nostre abitudini, abbiamo notato grandi segni di speranza: se da una parte il personale medico-infermieristico-assistenziale ha dato il meglio di sé, con una dedizione che andava al di là delle ore di stipendio, vivendo la professione come una vera e propria missione-vocazione, abbiamo anche visto tantissimi volontari, della protezione civile e anche del terzo settore (quello delle nostre comunità cristiane) impegnarsi per assistere, confortare, distribuire, allertare, organizzare, raccogliere, farsi prossimi… Quanta carità! Quanto senso del “bene comune”, del “fare il proprio dovere” abbiamo assapo- rato in questi ultimi mesi.

Il Co-Vid è indubbiamente una disgrazia: ma dentro noi abbiamo avuto la possibilità di far attecchire la “Gra- zia”, la parte migliore dell’uomo, che per noi cristiani è la presenza nascosta ma efficace dello Spirito Santo. Quanto vorremmo che voi candidati vi prodigaste per questo: tirar fuori la parte migliore di noi, di Viadana, dei cittadini, degli ospiti, di tutti. E questo sia che verrete investiti del consenso popolare, sia nel caso con- trario.